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Discussione: Testo unico, sicurezza e volontariato

La questione sec me sta passando in sordina, non ho sentito molte discussioni in merito, o forse non ci si rende conto che potrebbe stravolgere il mondo del Volontariato.

Volevo fare un riassunto sommario (non sono un esperto!!!) sulla questione:

Sino ad un anno fa, a regolamentare lavoro e sicurezza vi era il famosissimo D.Lgs 626/94...che gestiva rapporti tra datore di lavoro e lavoratori: di fatto non vi era alcun riferimento al Volontariato (non essendo un rapporto retribuito), che per tanto risultava in termini di sicurezza, assolutamente privo di regole e respoinsabili. (Forse un pò esagerato)

Da quest'anno è entrato in vigore il D.Lgs 81/08, o meglio conosciuto come "Testo unico" sulla sicurezza che, abrogando tutte le precedenti normative, regolamenta in toto la sicurezza sul lavoro, ma che soprattutto...ATTENZIONE ATTENZIONE....per i servizi di protezione civile e volontariato sostiene essere applicate (e quì la grossa novità!!!).....
" ..tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato....individuate entro e non oltre 12 mesi dall'entrata in vigore.....dai ministri competenti"
e qui mi sembra il solito elemento dubbio di ogni legge che può essere in più modi interpretato...che alla fine, forse, fa comodo a tutti...

Alla fine ciò che per noi Volontari sarà, in termini pratici, l'elemento più importatnte , (parere personalissimo) saranno prorpio queste "esigenze" prorpie di ogni attività (AIB, protezione civile, etc...) che i ministri competenti staranno individuando in questi mesi....(non manca molto alla scadenza)

Penso inoltre che Regione Piemonte e Corpo AIB piemonte siano avanti anni luce con quello fatto sino ad ora, in termini AIB (leggi visite mediche)......che spero sia valido e sufficiente al  100% con le nuove normative...

Per quanto riguarda le attività di protezione civile??? Chissà??!

Sarebbe bello avere eventuali evoluzoini ufficiali dai nostri vertici....qualcuno sa qualcosa???

quello che mi fa strano è la sordina in cui tutto ciò si sta evolvendo....

Ho trovato, in altra sede, per identici motivi quanto linko....

http://www.cri.it/cms/docs/archivio_doc … 1-2008.pdf

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

ma AIB ancora non è ufficialmente parte della PC..manca sempre la firmetta :cry: :blu:   che si spera presto arriverà.
però credo che il testo si possa applicare alla singola squadra se iscritta al DPC ( e noi cm squadra lo siamo ).
penso che quando faremo parte dell'intero sistema PC nazionale, qualcosa cambierà, anche i vari responsabili delle squadre presteranno più attenzione se i loro colleghi escono con tutto equipaggiamento sia su incendi, sia su interventi di PC.
xò il dubbio è: la 626/94 esonera il datore di lavoro da ogni responsabilità se il dipendente non vuole usare i DPI aseegnati ( previa firma di non responsabilità )...nel ns caso, cosa fa un CS se arriva uno dei suoi, è senza dpi ( ammettiamo casco e maschera ) e decide di intervenire lo stesso??
quando torna se si è fatto male x puro caso, prende un rastro o la pala e gli spacca la testa??[ se già nn l'ha rotta :devil:  ] ( siiiiiiiiiii :law:  :furia:  :tongue:  lol  :eheh:  )

staremo a vedere l'evolversi della faccenda :roll: , penso che prima o poi  :sleep:  :sleep: appena sarà tutto più chiaro  :sleep: i vertici AIB non tarderanno a illuminarci.

Luca

Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

In base al documento citato da enrico il termine per i Ministri competenti per individuare le particolari esigenze è il 15 maggio 2009 quindi c'è ancora un po' di margine.

Per quanto riguarda la nostra sicurezza già oggi un CS non deve far intervenire un volontario che non sia a posto con i DPI e le visite, se lo accetta contravviene alle regole e lo fa a suo rischio e pericolo. Detto questo non è che si può sequestrare una persona e chiuderla in sede per impedirle di intervenire ma se il CS non la ritiene in condizioni di operare può, ad esempio, non portarla su un intervento con i mezzi AIB e via dicendo.
Nella tua domanda dici: "è senza DPI e decide di intervenire lo stesso", secondo me è un punto di vista sbagliato: non è il volontario che decide di intervenire ma è il CS che decide chi interviene e chi no, se poi i volontari si ribellano e intervengono ugualmente nonostante un esplicito no del CS allora (parere personale) quella squadra ha un grosso problema che va oltre il singolo intervento.

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Alessandro ha scritto:

In base al documento citato da enrico il termine per i Ministri competenti per individuare le particolari esigenze è il 15 maggio 2009 quindi c'è ancora un po' di margine.

Per quanto riguarda la nostra sicurezza già oggi un CS non deve far intervenire un volontario che non sia a posto con i DPI e le visite, se lo accetta contravviene alle regole e lo fa a suo rischio e pericolo. Detto questo non è che si può sequestrare una persona e chiuderla in sede per impedirle di intervenire ma se il CS non la ritiene in condizioni di operare può, ad esempio, non portarla su un intervento con i mezzi AIB e via dicendo.
Nella tua domanda dici: "è senza DPI e decide di intervenire lo stesso", secondo me è un punto di vista sbagliato: non è il volontario che decide di intervenire ma è il CS che decide chi interviene e chi no, se poi i volontari si ribellano e intervengono ugualmente nonostante un esplicito no del CS allora (parere personale) quella squadra ha un grosso problema che va oltre il singolo intervento.

il fatto è che molte volte, ( parlo dei miei ) intervengono anche durante le ore pomeridiane, ovvero quando io non sono presente, e la maggior parte delle volte i DPI li lasciano sul mezzo, xchè dicono che il casco è ingombrante, da noia ecc ecc; altre volte arrivano sul posto con i mezzi privati e si aggregano alla squadra che già sta intervendo.
Ilo CS non essendo sempre presente, non può decidere chi esce e chi sta dentro.
p.es<<<<. io lavoro in proprio, a volte chiamo un vice e dico organizza ed esci, e magari alla sera quando arrivo sul posto vedo che i dpi ( casco e kit ) sono sul mezzo in bella vista e loro arrivano tranquilli<, solo se capita che sian incendi di grosse dimensioni allora li indossano.
Che ci sian problemi?? tanti....  :sad: ( da me ) :smile:

Luca

Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Per CS io intento CS o suo delegato per l'intervento, il vice va benissimo ma dovrebbe almeno aver fatto il corso C e quindi essere a conoscenza delle responsabilità a cui va incontro lasciando correre determinati comportamenti. Quello che sarebbe importante far capire a tutti è che queste regole sono fatte per la loro sicurezza, sicuramente sono migliorabili come qualsiasi cosa ma sono comunque una base da cui partire. Iniziamo ad applicarle e poi seguiamo i canali giusti per farle migliorare.
Intendiamoci, sono il primo a dire che in determinate situazioni alcune parti del DPI possono essere scomode ma, riferendoci ad esempio al casco, le pietre rotolano anche se l'incendio è piccolo e se ti arriva in testa fa male allo stesso modo :blackeye:  :dead:.

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Alessandro ha scritto:

Intendiamoci, sono il primo a dire che in determinate situazioni alcune parti del DPI possono essere scomode ma, riferendoci ad esempio al casco, le pietre rotolano anche se l'incendio è piccolo e se ti arriva in testa fa male allo stesso modo :blackeye:  :dead:.

approvo in tutto!! :law:  :law:
oltre alle pietre, possono esserci i rami degli alberi bruciati, che pure loro se arrivano in testa fanno abbastanza male :yikes:  :cry:  :dead:

poi volendo essere cattivo con i miei...direi che se anke gli cadesse in testa una pietra o un ramo....almeno vedo se esce segatura ( probabile :devil:  ) o sangue :eheh:  :tongue:  :roll:
certi dpi sono scomodi è vero, ma averli sempre con se anche se dan noia attaccati al cinturone, non fa mai male!

Luca

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

La mia non voleva essere un osservazione sulle norme di buon senso, per cui Ale stai spendendo parole sante, e che per altro son valide da anni e anni,  ma mi riferivo alla parte legislativa (che tra l'altro va moooolto oltre l'indossare i dpi), che è in una fase di probabile grande cambiamento...non solo per AIB e PC, ma fa esplicito riferimento a qualsiasi attività di Volontariato.
I vertici tra l'altro si preoccuperanno (giustamente) dell'attività AIB. E tutte le altre attività + o meno varie che una Squadra fa?? Io ho  seri dubbi che entro maggio si chiarisdca tutto,...son fra l'altro molto curioso sull'evolversi delle cose, chiedevo se dai vertici vi erano già novità in merito e la lettera del dipartimento (lui stesso chiede chiarimenti sula legge!!) mi ha fatto veniri voglia di aprire un post...


Ciao

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Eccomi.
La questione del Decreto non sta passando in sordina, nè tantomeno, ci trova indifferenti.
Già nell'ultimo della rivista: "La Protezione Civile Italiana", il Direttore di quella rivista, affronta il problema ed invita il mondo del Volontariato ad esprimersi.
La posizione del Corpo e mia personale è nota.
Abbiamo lavorato in questi anni per darci norme procedurali, formazione, documenti e studi sulle analisi di rischio tali da potere sostenere una ipotetica ispezione sulla sicurezza dei volontari, alla luce della legge 626, nelle operazioni di spegnimento.
Eravamo, restiamo convinti (insieme a Regione Piemonte) che, al di là degli obblighi di legge, è compito, prima di tutto morale ed etico dei quadri dirigenti di qualsiasi formazione associazionistica, operare per raggiungere standard di sicurezza ideali in qualsiasi attività per tutelare al meglio i propri associati.
Credo che, prima di accettare qualsiasi carica associativa, il neo eletto si debba chiedere se sarà capace di accettare la responsabilità della sicurezza operativa dei Volontari ad egli affidati.
Se si è convinti di questo, non c'è sanzione di legge che cipossa spaventare.
Questo decreto sta creando putiferio negli ambienti del Volontariato, nei settori della Pubblica Amministrazione.
Come al solito, si è dormito per anni a livello legislativo non modificando la legge sul Volontariato (è ormai decrepita, cadavere), ci si è affidati per anni a pareri di questo o quell'altro ente senza fare nulla per affrontare il problema.
Ancora oggi, con un decreto legislativo che non lascia spazio a dubbi, si propone di cambiarlo, ci si lancia in impegnative disquisizioni su chi sia o non sia lavoratore (gratuità dell'attività o meno), si rendono le chiavi dei mezzi alla Regione (non in Piemonte fortunatamente) affermando che non si vuole più continuare l'attività di Volontario, si ipotizzano soluzioni che vedono il volontario inquadrato come lavoratore autonomo e quindi responsabile di se stesso (orrenda tesi).
Si dimentica una cosa molto reale nella sua brutalità: quando a terra ci sono due caduti uno inquadrato come lavoratore subordinato a tempo indeterminato, l'altro un Volontario, i due individui non sono uguali, nemmeno nella morte; uno è tutelato dalle leggi che regolano la materia (626 e successive) l'altro riceverà, o meglio, i suoi familiari riceveranno un assegno di importo variabile a seconda del massimale previsto, in caso di morte, dalla polizza assicurativa (il massimale previsto, in caso di morte della nostra assicurazione è di circa 500000 €, altre polizze di altre Organizzazioni di Volontariato prevedono massimali di 50000 €).
Si cercano soluzioni disperate per fuggire, ad ogni costo,  dalle proprie responsabilità rinunciando ad un imperativo che ormai è evidente: l'istituzionalizzazione del Volontariato nelle sue varie forme, categorie, specializzazioni.
Formare quadri dirigenti, quadri tecnici altamente qualificati superando la visione aulica del Volontariato che ormai ci perseguita in tutte le cerimonie pubbliche; la stessa "assoluta gratuità del Vontariiato" deve essere messa in discussione, cercando soluzioni che garantiscano la tutela economica e sociale di individui che oltre ad impegnare il proprio tempo libero in attività di volontariato, intaccano il proprio reddito personale rendendosi disponibili nel normale orario produttivo.
Questo mio povero scritto non ha la minima pretesa di essere esaustivo, ma si augura di essere fonte di ragionamenti ad ampio raggio, di riflessione.
Questo decreto può essere fonte di profondo rinnovamento in tutto quanto ci riguarda, io me lo auguro.
Grazie per la pazienza di leggermi.
Ciao.

Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Grazie a te Remo per le tue parole, non posso che associarmi nel dire che prima di tutto deve venire la sicurezza di chi opera, una legge restrittiva (come possono essere state ad esempio le visite) ad un occhio disattento può sembrare ingiusta ma se ci si riflette invece è una cosa giustissima che non fa altro che tutelare la salute di persone che prima di tutto dovremmo considerare amici e solo dopo vedere come volontari o, peggio, forza lavoro "persa".

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Mi aspetto che la discussione continui. Vorrei conoscere le opinioni di altri. Non sia mai che un mio intervento interrompa la discussione!
Scrivete!
Ciao, ciao, Remo.

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Non ti preoccupare Remo...è impossibile farci stare zitti!!!!

Scherzi a parte, in merito al "passare in sordina" non mi riferivo a Corpo o Enti competenti, ma a noi...quelli del forum.

Comunque hai confermato, in buona parte, quello che pansavo senza aver mai sentito o essere a conoscenza dei pareri di alcun altro (te compreso), e cioè che siamo di fronte a importante cambiamento, e che per la prima volta, con tutta probabilità esisterà un decreto legislativo che non lascierà spazio a dubbi
Per questi motivi sec me sarà importantissimo il dialogo, tra chi di dovere (vertici) e chi definirà questi famosi parametri.

Mi insorgono però un paio di dubbi:
il Corpo e la Regione Piemonte hanno  stabilito dei criteri su cui son state fatte analisi dei rischi, formazione volontari, dispositivi di protezione, mezzi, atrezzature etc, e le ormai famose visite mediche. (Che sia ben chiaro, pur discutendo nei limiti del possibile metodi e strade percorribili, secondo me dobbiamo TUTTI essere orgogliosi di ciò che è stato fatto, forse modello unico in Italia!!)
Se tutto ciò che è stato fatto, per qualche sfortunato elemento non corrisponderà in modo completo a quanto verrà definito dai "..ministri competenti"  (come affermato nel D.Lgs 81/08)???? Che succede??? Cacchio che sfortuna!!! mi dirai, Remo, ma esiste questa possibilità?

E per quanto riguarda tutte le altre attività (tra l'altro molto varie) che una Squadra fa al di fuori dell'antincendio? Arriveranno, immagino, direttive dal dipartimento??



Tu hai inoltre allargato il discorso in modo molto ampio, parlando della necessità di figure professionali, o meglio professioniste, proponendo di mettere in "assoluta gratuità del Vontariiato".
Per quanto riguarda le esigenze dei vertici del Corpo non posso esprimermi, in quanto le mie conoscenze sono limitatissime, posso però manifestare quanto ho visto, in altre occasioni e in altri enti in cui queste figure esistono già, ma devo purtroppo ammettere che l'arrivo di quadri/dirigenti/ o altre figure professioniste (stipendiate), non è sempre coincisa con un miglioramento in termini di qualità.

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Enrico ha scritto:

Mi insorgono però un paio di dubbi:
il Corpo e la Regione Piemonte hanno  stabilito dei criteri su cui son state fatte analisi dei rischi, formazione volontari, dispositivi di protezione, mezzi, atrezzature etc, e le ormai famose visite mediche. (Che sia ben chiaro, pur discutendo nei limiti del possibile metodi e strade percorribili, secondo me dobbiamo TUTTI essere orgogliosi di ciò che è stato fatto, forse modello unico in Italia!!)
Se tutto ciò che è stato fatto, per qualche sfortunato elemento non corrisponderà in modo completo a quanto verrà definito dai "..ministri competenti"  (come affermato nel D.Lgs 81/08)???? Che succede??? Cacchio che sfortuna!!! mi dirai, Remo, ma esiste questa possibilità?

E per quanto riguarda tutte le altre attività (tra l'altro molto varie) che una Squadra fa al di fuori dell'antincendio? Arriveranno, immagino, direttive dal dipartimento??

Tu hai inoltre allargato il discorso in modo molto ampio, parlando della necessità di figure professionali, o meglio professioniste, proponendo di mettere in "assoluta gratuità del Vontariiato".
Per quanto riguarda le esigenze dei vertici del Corpo non posso esprimermi, in quanto le mie conoscenze sono limitatissime, posso però manifestare quanto ho visto, in altre occasioni e in altri enti in cui queste figure esistono già, ma devo purtroppo ammettere che l'arrivo di quadri/dirigenti/ o altre figure professioniste (stipendiate), non è sempre coincisa con un miglioramento in termini di qualità.

Una risposta al tuo primo dubbio già dovresti averla... Regione Piemonte e Corpo AIB nella formulazione delle procedure, nella formazione dei volontari e nell' acquisto dei DPI non sono andati a  "fantasia" ma si è lavorato tenendo come riferimenti proprio la 626 quindi le condizioni di sicurezza dei lavoratori.
Qualsiasi legge che regolerà la sicurezza nel settore Volontariato non potrà che partire da li... quindi non ci si aspetta stravolgimenti enormi x quanto ci riguarda.
Qualcosa dovrà cambiare all' interno della Squadre dove i CSQ saranno chiamati ad essere più attenti a " tutte" le situazioni in cui andranno ad impiegare i propri Volontari; sicuramente un settore dove dovremo lavorare sarà sull' acquisto e utilizzo di automezzi e attrezzature rispondenti a requisiti precisi di sicurezza... qualcosa già si è fatto e altro andrà fatto sostituendo ciò che non è a " norma".... piano piano ma in un processo inarrestabile in questo senso; anche le attività non strettamente legate all' antincendio seguiranno la stessa strada.
D' altronde l' utilizzo di DPI diversi a seconda dell' impiego, i giubbetti di segnalazione quando dobbiamo stare su una strada ecc ecc sono cose che già abbiamo fatto e che vanno nella direzione della sicurezza dei Volontari.

Sull' utilizzo di figure professionali e il discorso della gratuità del Volontario sono temi di discussione legati alla modifica della legge sul Volontariato....
è indubbio che servono al Corpo AIB alcune figure che si occupino a tempo pieno della gestione del nostro complesso sistema.. è altrettanto chiaro che queste persone non possano essere dei Volontari che sacrificano altro tempo, famiglie e lavoro per " cercare di stare dietro a tutto"... è praticamente impossibile.. si finisce per non riuscire a fare niente o fare poco... con tutta la buona volontà.
Ben vengano, se riusciamo a sostenere economicamente questa scelta, alcune figure che possano a tempo pieno gestire la struttura... senza dimenticare l' enorme serbatoio a disposizione offerto dal servizio civile. (1- 2 "dirigenti" e 4-5 volontari in servizio civile).

Concludo, x ora, osservando che queste persone sarebbero inserite nella sola sede centrale (segreteria del Corpo) e praticamente tutte le grandi Associazioni hanno seguito questa strada.

:ciau:  :ciau:

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Proprio perchè (molto professionalmente) ci si era "ispirati" alla 626, ormai sorpassata, mi vengono questi dubbi, Marco; il testo unico, anche se in modo non stravolgente, ha apportato qualche cambiamento.
Se posso confrontare al mondo del lavoro (..e il testo unico, salvo eventuali passi indietro, li equipara) Marco, fidati che DPI, mezzi e attrezzature idonee son la cosa che meno mi spaventa, (anche perchè non si può dire che siamo messi malissimo).

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Questa discussione mi stà particolarmente a cuore.
Il motivo è ovvio.
Quando la legge 626 fu promulgata, rappresentò, per il mondo del lavoro, una svolta epocale. Dopo il D.P.R. 547/56, (tuttora in vigore) rappresentò la prima moderna legge a tutela della sicurezza dei lavoratori.
Sarei presuntuoso e bugiardo se dicessi di conoscerla in tutti i suoi dettagli: come tutti gli artigiani, anch' io ho seguito i corsi obbligatori tenutisi, nei primi anni novanta, per le ditte assoggettate alla legge (praticamente tutte).
A parte la noia che, a volte, confesso, mi attanagliava, giudicai allora, la stessa legge, una buona legge.
Confesso che non conosco il testo del DLG 81/08, ma presumo che ricalchi, approfondendoli e ampliandoli, i concetti della legge precedente.
Mi riprometto di leggere il testo a breve, anche se, ahimè è molto voluminoso.
Enrico, il motivo per cui cerco di allargare il discorso c'è... ed è centrale.
La legge 266 sul Volontariato.
Questa legge è nata a mio modesto parere, per due motivi.
1° Impedire ad Associazioni ambigue di lucrare spacciandosi per organizzazioni ONLUS.
2° Inquadrare le Associazioni di Volontariato in una sorta di coordinamento: nazionale, regionale, provinciale; il Volontariato spontaneo si è sviluppato negli anni '80 a seguito di drammi nazionali che non hanno trovato adeguata risposta da parte dello Stato.
Gli anni '90 hanno visto fiorire realtà, le più disparate, a risposta di una totale assenza dello Stato sulle tematiche della Prevenzione e della Difesa Civile.
Perchè assenza?
Gli effettivi di quelli che io chiamo: "I Corpi tecnici dello Stato" sono stati "castrati" dei loro uomini migliori e nei numeri.
Le strutture che accoglievano reparti di eccellenza del nostro Esercito, nella migliore delle ipotesi, sono state dismesse, nella stragrande maggioranza, lasciate andare in rovina, invase ormai da alberi di alto fusto.
E' chiaro e, non può che essere così, la perdita di professionalità di quei Corpi, annientati o, fortemente ridimensionati, si è ripercossa sull'efficienza stessa del Stato.
E, ancora una volta, la risposta è stata affidata alla parte migliore dei cittadini: i Volontari.
Il controsenso è evidente, tutto, nell'ultima frase.
Un Volontariato inteso in questo senso, non può trovare risposta, nella vecchia legge 266.
Un Volontariato inteso in questo senso ha bisogno di tutele, di riconoscimenti, di formazione, che riconoscano il ruolo che il Volontariato ha, nella società di oggi.
Bisogna avere il coraggio di distinguere e di dividere le Organizzazioni di Volontariato in due categorie: quelle che sono diventate indispensabili per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini e quelle che non lo sono.
Bisogna avere l'umiltà di ammettere che centinaia, forse migliaia di Quadri di Organizzazioni di Volontariato hanno, negli anni acquisito esperienza e professionalità tali, da poter gestire, situazioni di emergenza critiche.
Mi chiederete: quale collegamento c'è, tra il DLG. 81/08 e la 266?
E' evidente!
Fino a quando il vocabolo: "lavoro" è collegato al conseguente emolumento, (vedi articolo: "La Protezione Civile Italiana") si umilia l'operato del Volontario.
Altra considerazione: noi e, per noi, intendo tutto il mondo del Volontariato, rischiamo semplicemente il collasso.
Io, vent'anni fà, andavo a spegnere.
Oggi, non trovo il tempo materiale per occuparmi di tutto quanto è interesse del Corpo.
Delegare non è così semplice.
Affidare ad "esperti esterni" è pericolosissimo, all'interno avremmo professionalità pronte, disponibili, ma impossibilitati ad operare per limiti sacrosanti, dettati da obblighi e responsabilità della sfera familiare e professionali.
Tutto questo, per colpa di una legge diventata miope alla prova del tempo e del cambiamento della società.
Concludo, ben sapendo di non avere dato risposte, con una provocazione:
alcune Assicurazioni private americane hanno negato il rimborso a Volontari (ci vorrebbero tre V maiuscole) colpiti da forme tumorali a seguito del respiro di polveri tossiche sul luogo della tragedia delle twin towers: abbiamo una cultura radicalmente diversa, conserviamola!
Ciao, a tutti.
Remo.

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Re: Testo unico, sicurezza e volontariato

Enrico ha scritto:

Proprio perchè (molto professionalmente) ci si era "ispirati" alla 626, ormai sorpassata, mi vengono questi dubbi, Marco; il testo unico, anche se in modo non stravolgente, ha apportato qualche cambiamento.
Se posso confrontare al mondo del lavoro (..e il testo unico, salvo eventuali passi indietro, li equipara) Marco, fidati che DPI, mezzi e attrezzature idonee son la cosa che meno mi spaventa, (anche perchè non si può dire che siamo messi malissimo).

visto che il DLG 81/08 x quanto attiene il Volontariato dice :

Nei riguardi delle..
dei servizi di protezione civile, nonché...
delle organizzazioni di volontariato di cui alla
legge 1° agosto 1991, n. 266, e ..
le disposizioni del presente decreto legislativo sono
applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse
al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate
entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,..

la 626 viene x così dire "rivista" le sue basi non sono stravolte... chi ha ottemperato nel tempo ai dettami della legge oggi non si trova impreparato...
quello che adesso serve x poterti rispondere eventualmente è (Enrico) che tu entri nello specifico;
volevi sapere della legge e, prima Remo e poi io, ti abbiamo risposto... ora se vuoi affrontare problematiche precise devi porre l' interrogativo in termini precisi.